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"Il Dono della Vita"

Replica a “Corrispondenza Romana”.

L’articolo a firma di Marisa Orecchia comparso su Corrispondenza Romana nei giorni scorsi offende la memoria e soprattutto l’impegno e la riflessione profusi dal cardinale Elio Sgreccia in oltre quarant’anni spesi per la Bioetica. In maniera del tutto strumentale e rancorosa si ripercorrono eventi storicamente lontani, che devono essere inevitabilmente contestualizzati nell’epoca in cui accaddero. L’Associazione “Donum Vitae” afferma che attribuire al cardinale Sgreccia e alla professoressa Maria Luisa Di Pietro, sua allieva e collaboratrice della prima ora nell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, una qualsiasi accondiscendenza di principio alle scelte in tema di riproduzione artificiale umana significa travisare e tradire l’autorevole magistero espresso dallo stesso Sgreccia

Basta avere l’umiltà di andare a leggere qualche passaggio degli scritti fondamentali di Sgreccia per comprendere come la sua limpida coerenza con i principi di fondo sui quali lui stesso aveva fondato il personalismo ontologico non lasciano alcuno spazio ad ambiguità interpretative: per Elio Sgreccia e per la sua scuola la fecondazione artificiale è da ritenere moralmente illecita per alcune ragioni facilmente rintracciabili nella sua ponderosa opera. Solo come esempio, il capitolo 9 del volume “Bioetica. Manuale per medici e biologi” (Vita e Pensiero, 1986), preludio del più corposo “Manuale di Bioetica” che vedrà negli anni successive diverse edizioni anche in lingue straniere, o ancora il contributo intitolato “Divieto morale e profezia”, contenuto nel volume curato dallo stesso Sgreccia dal titolo “Il dono della vita” (Vita e Pensiero, 1987).  

Tanto basterebbe per fugare qualsiasi dubbio circa il pensiero di Elio Sgreccia.  

Ma è doveroso completare il ragionamento e valutare per intero l’attacco offensivo a Sgreccia e alla sua scuola.

È innegabile che nella stagione politica della seconda metà degli anni 90 molti esponenti del parlamento e della società civile guardavano ad Elio Sgreccia come ad un riferimento certo, quasi identitario: vedevano in lui l’interprete di un pensiero cattolico che, attraverso la bioetica fondata sul personalismo ontologico,  poneva al centro la vita, la sua difesa e la tutela della sua dignità, e contemporaneamente a lui chiedevano suggerimenti e spunti di interpretazione della realtà contemporanea, nutrendosi della sua riflessione. Del resto è proprio di quegli anni (25 marzo 1995) la promulgazione dell’enciclica di San Giovanni Paolo II Evangelium vitae”. Ebbene, tale enciclica, accanto ai “no” molto chiari riguardo tutto ciò che possa distruggere, manipolare o strumentalizzare la dignità di ogni vita umana e della procreazione, nonché della sessualità e del matrimonio, offre – in ambito politico – una chiave di lettura che permette al parlamentare cattolico di orientarsi nel difficile ruolo della attività politica. Ciò che Marisa Orecchia liquida come la banale esigenza di tacitare qualche animo inquieto”, per cui “si arrivò a stiracchiare all’inverosimile il n. 73 dell’enciclica Evangelium Vitae e a creare ex-novo la categoria della legge imperfetta”, è in realtà il travaglio di chi – consapevole della bontà del principio – non rinuncia a vivere “nel mondo” senza conformarsi ad esso; di chi, consapevole della esigenza di gridare dai tetti il valore ed il principio senza svenderlo a compromessi, riconosce il dovere politico della mediazione, soprattutto là dove non sia possibile ottenere “tout court una legislazione pienamente rispondente ai dettami del Magistero.

È curioso come un pensatore come Elio Sgreccia – da sempre ritenuto “conservatore” e “retrivo” da certa cultura laica e laicista – venga additato in un (ristretto) ambito cattolico, minoritario e marginale, come la fonte del “male” legata alla deriva culturale che ha portato a non riconoscere la dignità di ciascun individuo umano fin dal concepimento.  

In realtà Sgreccia, da docente e da pastore, ritenne di sostenere, nei politici del tempo, una presa di consapevolezza legata ad un realismo che, senza per nulla tradire i principi di fondo, applica alle circostanze concrete l’esperienza del massimo bene possibile da raggiungere. Così recita infatti il numero 73 per come è stato scritto dal pontefice Santo Giovanni Paolo II: Un particolare problema di coscienza potrebbe porsi in quei casi in cui un voto parlamentare risultasse determinante per favorire una legge più restrittiva … in alternativa ad una legge più permissiva già in vigore o messa al voto. Simili casi non sono rari. … Nel caso ipotizzato, quando non fosse possibile scongiurare o abrogare completamente una legge abortista (o – come nel nostro caso – aperta alla fecondazione artificiale), un parlamentare, la cui personale assoluta opposizione … fosse chiara e a tutti nota, potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica. Così facendo, infatti, non si attua una collaborazione illecita a una legge ingiusta; piuttosto si compie un legittimo e doveroso tentativo di limitarne gli aspetti iniqui.

Ebbene, ferma restando l’adesione ai principi ed il chiarissimo divieto in campo morale di accedere a tutti i tipi di tecniche di fecondazione artificiale umana, nell’ambito della legislazione de iure condendo fu possibile soltanto creare alcuni argini fondamentali rispetto a ciò che veniva comunemente definito il “far west della provetta”. Argini che si sono riverberati nella legislazione successiva, la legge 40/2004, che – certamente non in linea con la posizione cattolica – ha cercato di limitare i danni di una permissività che fino a quel momento – anche in barba agli orientamenti scientifici già accreditati – aveva potuto agire senza alcun limite.  

A chi conclusivamente si domandasse, dopo aver letto il testo di Marisa Orecchia: “Ma dunque Sgreccia era favorevole alla fecondazione artificiale?”, la risposta del grande Totò sarebbe una sola: “Ma mi faccia il piacere!!!”

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