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Madre Teresa di Calcutta, premio Nobel per la Pace 1979

L’11 dicembre di 1979, ad Oslo, viene consegnato a Madre Teresa di Calcutta il premio Nobel per la Pace. I motivi dell’assegnazione del premio alla fondatrice della Missionarie della Carità risiedono nel suo impegno tra i poveri e nel suo rispetto per il valore e la dignità di ogni persona umana.

Il suo discorso di ringraziamento fu incentrato sull’amore e sulla pace che deriva dall’amarci gli uni gli altri.

Ringraziamo Dio per l’opportunità che abbiamo tutti insieme qui oggi di proclamare la gioia della diffusione del grande dono della pace e la gioia che deriva dall’amarci gli uni gli altri. […]

Il Signore ci ricorda che siamo stati creati per vivere la pace, e Gesù si fece uomo per portare questa buona notizia ai poveri. Egli, pur essendo Dio, è diventato uomo in tutto eccetto che nel peccato, e ha proclamato molto chiaramente di essere venuto per portare questa buona notizia. La notizia era pace a tutti gli uomini di buona volontà e questo è qualcosa che tutti vogliamo, la pace del cuore[…]

Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio […]. Egli morì sulla Croce per mostrare quell’amore più grande; morì per voi, per me, per quel lebbroso, per quell’uomo che muore di fame, per quella persona nuda nelle strade non solo di Calcutta ma dell’Africa, di New York, di Londra, di Oslo, e insistette perché ci amassimo gli uni gli altri come Lui ci ha amato.

Egli è l’affamato, il nudo, il senza casa, l’ammalato, il carcerato, l’uomo solo, l’uomo rifiutato e dice: “L’avete fatto a me”. Affamato del nostro amore, è questa la fame dei nostri poveri. Questa è la fame che voi e io dobbiamo trovare, e che potrebbe stare nella nostra stessa casa.
La povertà arriva proprio a casa nostra, dove trascuriamo di amarci.

Gli anziani: 

Non dimenticherò mai quando ebbi l’opportunità di visitare una casa dove tenevano tutti questi anziani, genitori di figli e figlie che li avevano semplicemente messi in un istituto e forse dimenticati. Sono andata là, ho visto che in quella casa avevano tutto, cose bellissime, ma tutti guardavano verso la porta. E non ne ho visto uno con il sorriso in faccia. Mi sono rivolta alla Sorella e le ho domandato: “Come mai? Com’è che persone che hanno tutto qui, perché guardano tutti verso la porta, perché non sorridono? Sono così abituata a vedere il sorriso nella nostra gente… anche i morenti sorridono…” e lei disse: “Questo accade quasi tutti i giorni; aspettano, sperano che un figlio o una figlia venga a trovarli.”

I bambini:

Ma io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. Leggiamo nelle Scritture – perché Dio lo dice molto chiaramente – : “Anche se una madre dimenticasse il suo bambino, io non ti dimenticherò. Ti ho inciso sul palmo della mia mano”. Siamo incisi nel palmo della Sua mano, così vicini a Lui che anche un bambino non nato è inciso nel palmo della mano di Dio. E quello che mi colpisce di più è l’inizio di questa frase: “Anche se una madre si dimenticasse del suo bambino –  qualcosa di impossibile, ma perfino se si potesse dimenticare… – io non ti dimenticherò.”

Oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l’aborto. E noi siamo qui, perché i nostri genitori ci hanno voluto. Non saremmo qui se i nostri genitori non ci avessero voluto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, per malnutrizione, fame e così via; ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino nella culla del suo grembo, chi potrà fermare me e te dall’ucciderci reciprocamente? Nulla. Per questo faccio appello in India, faccio appello ovunque. Restituiteci i bambini, quest’anno è l’anno dei bambini. Che abbiamo fatto per i bambini? All’inizio dell’anno ho detto, ovunque abbia parlato: “Quest’anno facciamo che ogni singolo bambino, nato o non nato, sia desiderato”

E oggi è la fine dell’anno, abbiamo reso ogni bambino desiderato?

Vi darò qualcosa di impressionante. Stiamo combattendo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo inviato messaggi a tutte le cliniche, gli ospedali, le stazioni di polizia: per favore non uccidete i bambini, li prenderemo noi”. Così ad ogni ora del giorno e della notte c’è sempre qualcuno; abbiamo parecchie ragazze madri. Dite loro di venire: noi ci prenderemo cura di voi, prenderemo il vostro bambino e gli troveremo una casa”. Abbiamo un’enorme domanda da parte di famiglie senza bambini… per noi questa è una grazia di Dio.

Di seguito il discorso in inglese di Madre Teresa in occasione della premiazione

L’Amore:

L’amore, per essere vero, deve costar fatica, deve far male, deve svuotarci del nostro io. Non so come sarà il cielo ma so che quando moriremo e arriverà il momento in cui Dio ci giudicherà, lui non chiederà “Quante cose buone hai fatto nella tua vita?”, ma piuttosto chiederà “Quanto amore hai messo in quello che hai fatto?”

Biografia

Madre Teresa nasce il 26 agosto 1910 a Skopje, in Macedonia, da genitori albanesi originari del Kosovo.

  •  Muore a Calcutta il 5 settembre 1997.
  •  Viene beatificata da San Giovanni Paolo II il 19 ottobre del 2003.
  • Il 4 settembre 2016 Papa Francesco la proclama Santa. 

A 18 anni decide di diventare missionaria e di Entrare nell’Istituto delle Suore di Nostra Signora di Loreto a Dublino dove riceve il velo di postulante. All’inizio del 1929 viene mandata in India, a Darjeeling, ai piedi dell’Himalaya, dove ha inizio il suo noviziato.

Il 24 maggio 1931 prende i voti temporanei assumendo il nome di Maria Teresa, ispirandosi a santa Teresa di Lisieux, e viene mandata nella zona orientale di Calcutta ad insegnare presso il collegio cattolico di Saint Mary’s High School del sobborgo di Entally, frequentato soprattutto dalle figlie dei coloni britannici. 

Nel 1937 si consacra come “sposa di Gesù” per “tutta l’eternità” pronunziando i voti perpetui e divenendo così Madre Teresa.

Nel settembre del 1946 riceve la chiamata nella chiamata: “rinunciare alla vita tranquilla all’interno della mia congregazione religiosa per uscire nella strade a servire i poveri. Era un ordine.”

Nell’agosto del 1948, ricevute le autorizzazioni richieste, decise di abbandonare il velo nero delle Suore di Loreto e iniziare ad essere povera tra i poveri.
Nel 1950 fonda la Congregazione delle Missionarie della carità per prendersi cura degli ultimi, degli emarginati, dei non voluti, dei non amati, dei rifiutati, dei più poveri tra i poveri.

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