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La campagna Travelsex PDF Stampa E-mail
Tuesday 27 July 2010
Con il Patrocinio del Ministero della gioventù (ministro On. Giorgia Meloni) è stata lanciata una campagna nazionale rivolta ai giovani che viaggiano durante le vacanze. La campagna è promossa dalla SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) all'insegna del motto: “ sesso sicuro”! di Elio Sgreccia
Anche a nome della Fondazione “Ut vitam habeant” e dell'Associazione “Donum Vitae” che ho l'onore di dirigere, ma soprattutto a nome della ragione etica e della responsabilità sociale mi sento il dovere di segnalare con meraviglia e dispiacere profondo questo appello, che ha ben poco di scientifico, e soprattutto offende la responsabilità dei giovani e delle famiglie. Basta leggere la lettera di apertura a firma del presidente della SIGO, per rendersi conto che l'appello è un incitamento a divertirsi e a fare sesso all'occasione, con l'unico richiamo alla responsabilità nei confronti di due rischi: la gravidanza e il contagio delle malattie infettive. Soprattutto viene ripetuto in tutte le salse l'imperativo al rifornimento e alle scorte dei contraccettivi. Nel corso delle raccomandazioni si include anche la pillola del giorno dopo.
 
Ecco l'incipit della lettera di presentazione del pacchetto Travelsex.
“Tutti in vacanza!!! Primo obiettivo divertirsi. E se poi nasce anche un nuovo amore, l'estate è davvero perfetta. Ma sesso e leggerezza non vanno d'accordo, ed essere superficiali, disattenti e poco informati potrebbe costare caro. Tra le cose da mettere nello zaino non dimenticarti i contraccettivi. Solo un utilizzo costante di pillola e preservativo ti metterà al sicuro da gravidanze indesiderate e malattie trasmissibili. Questa doppia protezione è infatti la più sicura garanzia per fare l'amore sereni”.
Si aggiungono raccomandazioni ancor più dettagliate, per chi viaggia all'estero e in Italia. In mezzo alle indicazioni turistiche dei luoghi più famosi e frequentati dai giovani il documento si diffonde sulle istruzioni per l'uso dei contraccettivi di tutti i tipi e delle pillole, assicurando che non fanno ingrassare e che non procurano danni anche se vengono usate per lungo tempo e include alla fine anche la istruzione sulla “contraccezione di emergenza”, leggi pillola del giorno dopo, cioè la pillola abortiva. Non si usa mai la parola aborto ma, quando si danno le indicazioni sull'efficacia si intende chiaramente che è in relazione alla interruzione della gravidanza. “L'efficacia di questo metodo dipende dall'intervallo di tempo trascorso tra il rapporto a rischio e l'assunzione: è massima se viene assunta entro le 12 ore, dell'85% se entro le 24 ore, del 58% se sono passate 72 ore”.
 
Vorrei ricordare che il motto “sesso libero e sicuro!” è stato lanciato dal movimento radicale per la libertà sessuale sostenitore dei “sexual rights”, dopo l'insorgenza dell'AIDS, e mi meraviglia molto che questo tipo di radicalismo libertario, di matrice marcusiana, sia stato assunto dalla SIGO senza riserva.
In questo “appello” la SIGO dimentica anche i danni e i rischi sanitari della pillola dando ampie tranquillizzazioni, senza eccezioni anche per le giovanissime, mentre noi tutti sappiamo leggere i resoconti delle indagini scientifiche fatte e pubblicate in questi anni sull'uso prolungato della pillola, sulla influenza nell'insorgenza di tumori alla mammella e al collo dell'utero, sui rischi per la circolazione in certi casi e per la stessa infertilità.
Dal punto di vista sociale e morale porre la gravidanza come l'unico o il principale male da evitare e incentivare l'edonismo sessuale sono fatti che inducono a pensare che questa è una campagna irresponsabile dal punto di vista umano ed è favorevole soltanto al commercio e ai guadagni delle case farmaceutiche. Che questa complicità sia fatta poi a spese della gioventù consumatrice è veramente triste. Mi rifiuto di credere che i ginecologi della SIGO diano alle loro figlie questi entusiastici consigli.
Ancora più sorprendente e sconcertante è la concessione del patrocinio da parte del Ministro della gioventù per ufficializzare questa campagna deleteria per la salute e per l'integrità morale dei giovani. Il pretesto, secondo il quale la contraccezione salverebbe dall'aborto, è smentito dai fatti e contraddetto dalla inclusione della “pillola abortiva” tra gli stessi contraccettivi del programma travelsex. E' bene invece ricordare che “la contraccezione e l'aborto sono frutto della stessa pianta” come ha ricordato Giovanni Paolo II nella Enciclica “Evangelium Vitae”.
Voglio sperare che non tutti i colleghi ministri approvino questo sinistro “pronunciamento” della On. Meloni e spero di non essere il solo a portare in pubblico il senso della disapprovazione.
Perché non pensare più concretamente ai giovani che non sanno come guadagnarsi il necessario per formarsi una famiglia, o per proseguire gli studi e si dispongono a fare i lavapiatti negli hotel a lavoro nero? La bandiera di travelsex è ormai riservata ai figli di genitori degli alti stipendi e di poco scrupolo.
 
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