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"Il Dono della Vita"

Card. Sgreccia: un pensiero per la Trasfigurazione

Care sorelle, cari fratelli,
con la speranza di farvi cosa gradita mi rivolgo a voi per offrirvi con semplicità una seconda riflessione sul tempo quaresimale che stiamo vivendo.
Domenica scorsa, seconda domenica di quaresima, abbiamo ascoltato uno dei passi più importanti del Vangelo: la Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Un momento spesso sottovalutato ma che rivela tutto il carattere salvifico della vita di un cristiano.
Il Vangelo di Matteo riporta:
Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
e questa voce forte, chiara, netta, che dispone un ordine, è forse quella che cerchiamo più spesso nel  nostro rapporto con il Signore, non capendo che quelle parole sono rivolte a noi ogni giorno con la stessa forza mediante la preghiera e il Vangelo.
La Trasfigurazione, nel pensiero e nella vita di Gesù, voleva significare che Gesù sarebbe risorto per compiere la Redenzione del mondo intero e che come il Risorto sarebbe sempre vissuto, dopo la Passione, con la Chiesa tutta e nel mondo. Gli apostoli con la Trasfigurazione avrebbero dovuto comprendere che Gesù, dopo l’offerta della Sua Vita, sarebbe sempre rimasto con loro, e con i cristiani dopo di loro, come Colui che si è donato e come Colui che è vivo, accanto a ciascuno di noi ogni giorno, fino alla fine del mondo.
Da allora in poi noi siamo chiamati “a completare” quello che manca alla passione di Gesù, donando la nostra vita insieme con la sua per raggiungere anche noi la Resurrezione.
Donare con gioia, offrire con speranza, ricevere la gioia della Resurrezione: questa è la vita trasfigurata e rinnovata.
La nostra dedizione al dovere e alla carità deve essere d’esempio alla generosità e alla partecipazione degli altri nelle scelte per la vita e per la gioia cristiana.
Poche righe per aiutarvi, e aiutarmi, ad andare incontro alla Pasqua e ad assaporare con la dovuta intensità il tempo quaresimale che ci separa da essa.
Chi lo desidera può inviare le proprie riflessioni, che se vorrete potranno essere visibili sul nostro sito, così da ampliare insieme l’orizzonte di questi miei piccoli spunti.
Un saluto e un grazie a tutti voi.
Don Elio Sgreccia

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